Inizialmente avevo in mente di prendermi un gatto e non due, e di temperamento tranquillo. Se avessi dovuto scegliere il gatto più “giusto” per me, avrei sicuramente preso un Certosino, un Regdoll o un Sacro di Birmania. E invece ho scelto voi. Non uno, ma due gatti, perché in due avremmo costruito una vera famiglia e voi avreste potuto farvi compagnia in mia assenza. Temperamento vivace, spesso iperattivo, quando vi prendono i cinque minuti, anzi, macché cinque minuti, i centoventi minuti, siete davvero un’ira di Dio. Perché l’ho fatto? Perché ho pensato che con voi avrei potuto fare un cambiamento. Il gatto più “giusto” si sarebbe adeguato alle mie abitudini, voi, invece, con la vostra indole selvatica, potevate risvegliare anche in me alcuni istinti primordiali che sento di aver smarrito. Ho scelto voi perché siete bellissimi, con il vostro manto di leopardo, ma soprattutto perché siete molto diversi da me, e io necessitavo di un cambiamento, di un’energia che mi portasse fuori dagli schemi consolidati di cui si compone la mia vita. Voglio imitarvi, voglio assimilare alcuni vostri tratti, primi tra tutti l’indipendenza vera, l’amore sano e libero. Certo, all’inizio siete stati devastanti, ma ora sto iniziando ad abituarmi (io a voi, non voi a me). “Bengala-man” perché sono io che posso diventare com voi, mai il contrario: per questo si potrà sempre dire di un uomo-gatto, ma mai di un gatto-uomo.