Qui racconto la storia di me e dei piccoli Pedro e Cymba. Ora che scrivo è quasi un anno che stiamo insieme. Il nostro rapporto procede con alti e bassi, ma siamo sempre molto uniti e innamorati.
I bassi dipendono esclusivamente da me, perché loro sono e continuano a essere ogni giorno dei GATTI, e come tali seguono i propri istinti, ciò che dice loro la natura. Sono io, l’UMANO, il colpevole; colui che è sopraffatto dai pensieri, dalle riflessioni, dalle ansia, dalle inquietudini tipiche della società moderna.
Mi è chiaro che se una sera, al mio ritorno dal lavoro, litighiamo perché Pedro rovescia un barattolo a terra, la colpa non è di Pedro che ha rovesciato il barattolo a terra, bensì la mia, esclusivamente la mia, perché quella sera sono eccessivamente stanco e di malumore, e così basta un barattolo che ruzzola a terra facendo rumore che il mio sistema nervoso collassi.
Sono certo che se anche io seguissi solo la mia natura di essere umano, facendo lo stesso processo dei miei gatti, vivrei assolutamente meglio. Mi viene in mente una vita di campagna, nei campi, in mezzo alla natura, lontano dal traffico e dai ritmi frenetici della città. Probabilmente mal di stomaco, reflusso, fiato corto, emicrania, tutto ciò sparirebbe.
Più ci avviciniamo alla nostra natura e più siamo in grado di sconfiggere le ansie, che sono i mali della società moderna, di una società improntata sulla performance, sulla competizione agguerrita, sul raggiungimento di obiettivi sempre più impegnativi. Tutto questo i mici non lo conoscono. Loro continuano a far ruzzolare i barattoli a terra. Siamo noi umani che dovremmo chiederci perché, quel fatto così naturale e istintivo, ci reca fastidio.
















