STARE SENZA DI VOI

STARE SENZA DI VOI

Non nego che in diversi momenti critici ho pensato di poter fare a meno di voi, di uno o di entrambi. Si è trattato di momenti di crisi, di stress e stanchezza, dovuti essenzialmente alla vita che svolgo, alla professione di avvocato che mi strappa via tante energie. Succede così che, indebolito dagli eventi e dagli impegni lavorativi, mi ricongiunga a voi con uno spirito di adattamento di nuovo azzerato come i nostri primi giorni. Sono solo momenti, quelli in cui penso di poter rinunciare a voi, la costanza è invece nutrita dal piacere di accarezzarvi e prendermi cura di voi. In quei momenti sporadici blocco i pensieri negativi pensando a una semplice immagine, tenerissima: le vostre nuche quando vi osservo dall’alto che mangiate pieni di gusto il vostro cibo umido, puntuali alle 22 della sera. Guardo in particolare le vostre orecchiette che si tendono indietro e oscillano in base ai rumori, i vostri baffi che se toccano il cibo vi portano a fare dei piccoli balzi e a scuotere il capo come a sgrullare via un’ondata di elettricità. Osservando questi frammenti di dolcezza, torno in me e ripeto che se un giorno tornassi a casa e non vi trovassi potrei scoppiare a piangere come un bambino a cui hanno bucato un palloncino.

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