







Pedro è un gatto fantastico. Pedro è tantissime cose, difficile è definirlo.
Sin da piccolo si è mostrato molto affettuoso e “fisico”. È sua esigenza, quando ha voglia di coccole, venire a possedermi, nel senso che mi sale addosso e si allunga completamente sulle mie gambe. Come fosse ancora cucciolo! E invece è lungo quasi un metro e pesa abbastanza! Quando si stende sulle mie gambe e dopo mi alzo, le sento mezze addormentate e formicolanti! Lo so che non fa bene, ma vorrei vedere voi che lo fate scendere perché il suo peso fa male alle articolazioni.

Durante quelle lunghe pose sulle mie gambe gode lui, perché sta su di me e io lo accarezzo con amore, e godo io perché le carezze al pelo del gatto sono terapeutiche.
Poi si tratta di momenti così piacevoli perché cogliere Pedro in un attimo statico non è troppo facile.
Posso dire che Pedro è un gatto molto curioso, straordinariamente intelligente, pesante nel passo, e come dicevo, quando ti sale sopra. Pedro si fida ciecamente di me. Si fa prendere in braccio e a parte un paio di timidi “miao” rimane a pancia all’aria a guardare le stelle. So con certezza che i gatti non amano mostrare la pancia agli umani perché la pancia è il punto per loro più vulnerabile, né amano troppo essere presi in braccio. Ne ricavo che, rimanendo a pancia all’aria tra le mie braccia a guardare le stelle, assolutamente calmo e bendisposto, lui si fida di me, sa che gli voglio bene e che non gli farei nulla di male.
Mi ricorda un po’ il Regdoll che avevo in famiglia, e che era noto come “bambola di pezza” perché si faceva fare tutto. Beh, anche Pedro, che è un bengala e nell’immaginario comune dovrebbe essere un gatto-matto, selvatico, saltarello, si lascia prendere in braccio e così rimane fino a che io, per mia libera decisione, non lo rimetto giù.

Pedro è veramente un gatto furbo. Io, ai miei gatti, non do cibo sulla base di un copione, di una dieta specifica. Semplicemente ho imparato a capire quando loro hanno voglia di mangiare. Fermo restando che acqua e croccantini sono sempre a loro disposizione, riguardo all’umido aspetto un segnale che ne hanno voglia. E questo segnale è vederli predare la zona antistante la cucina. Ebbene, su questo Pedro ha lo scatto di Beppe Signori nel 1992! Basta che io apra la porta della cucina e lui è già davanti l’armadio dove tengo le loro prelibatezze: così capisco che ha fame, apro una scatoletta e la porto nella camera dei mister gatti, attendo a non inciampare perché loro mi camminano avanti con la testa girata verso di me e fanno miao miao fino a svenire.
Pedro è anche un gatto parecchio inquieto. Spesso, mentre la sorellina è passivamente accucciata su uno dei tanti trespoli o appoggi presenti in casa, lui vaga su e giù alla ricerca non si sa di cosa. Quello che a volte mi fa arrabbiare è che si arrampica in punti impensabili e mi fa cadere un sacco di cose. Poi mi irrita la sua mania per penne e matite. È inutile per me acquistarne di nuove perché Pedro le scova da dentro i libri, le addenta e le porta a terra, per poi farle inesorabilmente sparire sotto a mobili o al divano.
Ho notato che ora, che ha quasi un anno, Pedro salta un po’ di meno. Sicuramente il suo salto non è agile come lo era da cucciolo.

Pedro è abbastanza prevaricatore con Cymba, nel senso che quando si azzuffano lui sembra sempre volerla dominare. Entrambi sono sterilizzati, per cui non ci sono moventi sessuali, lui semplicemente gioca a fare il maschio e a volte, a giudicare dai nitriti di Cymba, lo fa con eccessiva foga.
Un’altra caratteristica bellissima di Pedro è che non è affatto permaloso. Può essere sgridato pesantemente per qualcosa, e a volte si mette paura, si nasconde, addrizza il pelo e cammina a raso del muro per non farsi acchiappare. Tuttavia basta una vocina da deficiente e abbassarsi verso di lui, che si fa prendere di nuovo e riattacca il motorino (le fusa).
Le fusa. Quelle di Pedro sono più lente rispetto a Cymba, che ha un motorino incredibile. Le fusa di Pedro seguono di più il suo respiro, sono più timide, ma quando le fa è davvero dolce. Pedro deve fare il maschio e a volte, su questo piano, sembra porsi in competizione con me che sono il padrone di casa. Quindi i momenti che inizia a fare le fusa e a riappropriarsi appieno dei suoi panni di gatto per me è davvero piacevole.
Pedro, al contrario di Cymba, risponde al comando del nome, nel senso che quando lo chiamo si gira, anche se non subito e non sempre. Sono certo che lui abbia capito di chiamarsi Pedro e in una certa misura che il suo nome gli piaccia. Cymba al contrario non sembra filarmi troppo quando la chiamo, a volte ruota giusto un’orecchia. A volte Pedro risponde anche al “vieni qui”, simil cane. Devo dire che sono ipotesi rare, però l’ha fatto: ciò significa che capisce i miei comandi. E soprattutto capisce i miei “NO!”, ma il bello (per lui) e il brutto (per me) è che se ne frega altamente. Su questo lo invidio: io che tendo a subire molto spesso la forza delle regole, vorrei tanto riuscire a dire “non mi importa, io questa regola non la rispetto!” Pedro lo fa naturalmente. Noi ci arrabbiamo che il gatto non segue i nostri comandi perché lo invidiamo, perché vorremmo fare come lui, ma non ci riusciamo perché noi siamo addomesticati mentre il gatto non lo sarà mai.

A volte lo si sente miagolare da qualche angolo della casa. Pedro è abbastanza “miagolone”, e quando miagola lamentoso è piuttosto irritante per me. Per questo gli grido spesso un “oh!”, che a volte sortisce effetto, altre no. Ho capito che quando lo fa è perché cerca la femminuccia, che magari in quel momento se ne stava paciosa per i fatti suoi.
Pedro è abbastanza geloso con Cymba, nel senso che se io dedico a lei troppe attenzioni, lui miagola, sale sopra, morde, batte i pugni. A volte capita che è lei a starmi sulle gambe e lui, dall’alto di qualche trespolo, osserva con fastidio.
Pedro amava di più saltare quando era piccolo. Si arrampicava sulle mensole della palestra-gatti in soggiorno, entrando spesso nella casetta in legno. Ora ama più le cose semplici: il materasso del letto della mia stanza, i trespoli, il divano, e poi… il lavandino!

Pedro è ossessionato dal bagno! Lui è capace di trascorrere intere serate dentro al lavandino, ad attendere il goccio d’acqua che cade dal rubinetto (credo di avere qualche problema all’impianto idraulico). Il problema è che spesso si bagna il pelo, sul dorso, e allora devo andare ad asciugarlo con un panno perché non si becchi un raffreddore. Chiudergli il bagno sarebbe una cattiveria perché lui lo ama, e si sa come sia proprio il gatto Bengala ad amare l’acqua. Pedro ama l’acqua, ma giocarci, farsi bagnare. Il discorso del “bere” è più delicato (stesso discorso vale per Cymba). Ho capito che dovevo associare questo aspetto alla sua curiosità, e così, a parte la ciotola d’acqua sempre presente nella cat-room, utilizzo un catino che riempio d’acqua, incastrato dentro la pedana della doccia. Lì i mici si vanno ad abbeverare. Per le dimensioni è come se andassero a bere dentro a una fontana. Ho cercato di giocare con la loro curiosità e fame di scoperta.
Il gioco preferito di Pedro è la stecca con la piuma. Se la agiti sul pavimento, sui muri, lui segue la piuma come stesse predando non si sa quale roditore, ed è capace di fare allenamento per ore, finché sfiancato non si accascia sul pavimento.
Provo a concludere affibbiando al mio piccolo Pedro alcuni attributi: dolce, affettuoso, malandrino, intelligente, irrequieto, possessivo, egocentrico.
Pedro capisce al mattino quando sto per uscire e così si piazza davanti alla porta, per lungo, e inizia a miagolare. È incredibile, sembra proprio voglia dirmi “dai, non uscire, resta con noi”.