Il nostro primo capodanno

Il nostro primo capodanno

Chissà cosa vedono i vostri occhi, che io umano non posso vedere. Questo è un mistero che esiste da secoli. Da giorni vi tocco e sento sempre la scossa, anche questo fenomeno è difficilmente spiegabile. Forse è energia che mi state trasmettendo, come quando coi cavetti rianimiamo la batteria scarica di un’auto. Cosa guardate che io non vedo? Quale premonizione avete? Questo è il nostro primo capodanno insieme. Il 2020 lo ricorderò per avere incontrato voi, Pedro e Cymba, per aver formato insieme una famiglia, un po’ folle ma coesa. A volte sento che mi capite, più di come son capaci di fare gli umani. Le vostre fusa sulla pancia sono rigeneranti, più di mille parole. Alcuni dicono rispetto ai gatti, come ai cani, “gli manca solo la parola”. E invece voi animali non siete inferiori a me essere umano, non vi manca nulla. Non avete bisogno di parlare. Piuttosto mi chiederei perché ad alcuni esseri umani è stata data la parola. Grazie per indurmi ogni giorno delle riflessioni. Grazie piccoli amori miei.

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